mercoledì 9 febbraio 2011

CERNUSCO SUL NAVIGLIO – Presentazione del libro “Haiti: l’isola che non c’era”

CERNUSCO SUL NAVIGLIO – Presentazione del libro “Haiti: l’isola che non c’era”

lunedì 31 gennaio 2011

La mappa dei distastri






Una mappa per sapere in diretta dove si stanno verificando delle catastrofi nautrali. E' questa l'idea della RSOE, una associazione pubblica di tipo benefico che lavora a contatto con le istituzioni governative dei vari paesi. Lo scopo principale di questa associazione, che opera grazie a esperti di alto livello scientifico, è di monitorare gli effetti del riscaldamento globale sulla Terra e tutti quegli eventi che possono causare disastro o emergenze. Una sezione del sito infatti offre aggiornamenti di tipo più generale rispetto ai singoli eventi, ma altrettanto importanti, come ad esempio le news, da cui si deduce che lo scioglimento dei ghiacci in Groenlandia nel gennaio di quest'anno ha raggiunto il livello massimo mai toccato in precedenza. Il criterio base per l'inclusione nella mappatura delle "catastrofi" mondiali di un evento, è il suo possibile impatto con il cambiamento climatico generale.

martedì 25 gennaio 2011

Ci risiamo


Gennaio non è ancora finito ma poteva mancare il primo sciopero annuale dell'Atm? ovviamente no!
Domani infatti Usb Lavoro Privato, Cobas del Lavoro Privato e Slai Cobas hanno indetto uno sciopero nei soliti orari, daalle 8.45 alle 15.00 e dalle 18.00 a fine servizio. Ultimamente i disagi sono stati pochi spesso le metro viaggavano regolarmente, quello che non capisco è l'utilità di proclamare uno sciopero al mese se non di più. Ora li conto voglio vedere a quanti scioperi si arriva entro dicembre. Oltre a pagare uno sproposito di biglietto (4,20 andata e ritorno da Milano per dire, con 6 euro vado e torno da Pavia), ricevere un servizio scadente, sentirsi guardare in malo modo dall'arroganza dei controllori di turno fuori dalla stazione, bisogna pure sorbirsi le proteste mensili di un manipolo di sindacalisti..

giovedì 20 gennaio 2011

Nuovo blog


Ho deciso di separare (parte) del calcio da questo blog. Ho aperto un nuovo blog solo sul calcio inglese dalla b ai dilettanti, in cui metterò risultati e curiosità trovate nella rete sui vari campionati.

venerdì 14 gennaio 2011

Cassano e le "Cassanate"

lunedì 10 gennaio 2011

Champions 2011


Siccome da un paio di anni a questa parte ci indovino sempre con largo anticipo, anche quest'anno scrivo la mia previsione su chi vincerà la Champions quest'anno.
Da buon milanista la mia candidatura ricade sul Chelsea del buon Carletto. Per una serie di motivi.
1. il Real farà un buon cammino ma non vincerà quest'anno (magari dal prossimo)
2. le formazioni italiane non dureranno (come sempre)
3. dopo 3 anni di accoppiata champions-pallone d'oro + champions-Mourinho questa edizione non ha un suo protagonista assoluto (2007 Kakà 2008 Ronaldo 2009 Messi) questo porta a far si che possa vincere una new entry.
4. il Chelsea ha sempre fatto la vittima sacrificale da 3 anni a questa parte: 2008 finale persa ai rigori, 2009 semifinale (discutibile) persa col Barcellona, 2010 fuori agli ottavi con l'Inter. Dopo tanta sfiga deve tornare un po' di merito.
5. Ancelotti non è uno sprovveduto, l'anno scorso ha vinto tutto a livello nazionale, sa cosa serve per vincere in Europa e, nonostante le fatiche inglesi, sul terreno europeo il Chelsea sta dimostrando più carattere.
6. Ha l'ottavo più facile di tutti.
7. Tutti dicono Chelsea grande squadra senza ricordarsi che, la formazione prima dell'avvento dei rubli di Abramovich aveva vinto la misera di 2 campionati negli anni '50, a livello europeo vanta un solo titolo (con Vialli in panca e Zola in campo)insomma tutt'altro che grande elite rispetto a Real e Milan. Per dirla tutta in Inghilterra ha vinto più Champions in bistrattato Nottingham Forest.
8. La forza economica del presidente è tale da spingerla a vincere la Champions e farla quindi entrare nell'elite europea.
9. la finale è a Londra (e ci son 3 formazioni londinesi su 16 agli ottavi)

L'unico mio augurio è che il Milan non arrivi a Wembley col Chelsea. Una Istambul basta e avanza.
Se però arrivasse senza Chelsea.... Allora la storia cambia :)

sabato 25 dicembre 2010

La storia si ripete

riporto il post di lacrime di Borghetti.

Era da un po' che ci stavo pensando e l'avevo lasciato sottotraccia, ma dopo il grottesco epilogo arabo di ieri sera mi è apparso chiaro, Benitez sta passando all'Inter lo stesso assurdo calvario che a Brian Clough è toccato sopportare nei suoi mitici quarantaquattro giorni al timone del Leeds United. L'inquietante ed ingombrante figura di José Mourinho, come per Clough fu quella di Don Revie, lo accompagna in ogni passo che muove ad Appiano Gentile, in ogni intervista che rilascia alla stampa, in ogni conversazione con il presidente, in ogni raccomandazione alla squadra, così come il vecchio amore della tua ragazza aleggia nel tuo appartamento, indossa i tuoi vestiti, si sporca le labbra del suo rossetto. Benitez sente, come Clough sentiva, che in tutto il tempo trascorso insieme il suo predecessore è entrato dentro la sua squadra, nella testa e negli scarpini dei suoi giocatori, nei muri degli spogliatoi e nei trofei della bacheca della presidenza, nelle sciarpe dei tifosi e nelle penne dei giornalisti, e sente, come Clough sentiva, che il suo fantasma è ancora lì quando lui arriva al campo, alla sala stampa, nello spogliatoio, lo osserva mentre parla, mentre i giocatori si preparano, mentre la coppa viene sollevata, mentre il presidente gli stringe la mano, e Mourinho per Benitez, come Don Revie per Clough, è un ectoplasma che fa venire voglia di piangere perchè lui, in quella squadra, non è entrato e non entrerà mai in questo modo.
Le dichiarazioni di Benitez a fine partita mi hanno toccato, la candida richiesta di "supporto" appartiene a una narrativa diversa da quella sfrontata di Mourinho, ad una grammatica educata e signorile, ad un'umiltà che conosce bene la linea divisoria con la mancanza di rispetto. La volgarità dell'ambiente interista è lo specchio fedele del nostro paese piccolo-borghese, nervoso e permaloso, è la volgarità di una società che ha abbandonato il suo allenatore ancora prima di cominciare, con le gambe ancora molli per l'orgasmo precedente, è la volgarità di un mondo che preferisce passare una settimana al sole di Sharm el Sheik piuttosto che a passeggio tra le librerie per il Marais, è la volgarità di un personaggio riprovevole come Materazzi che, piccato per non aver giocato (ma perchè avrebbe dovuto giocare?), viene intervistato dopo la partita e si lascia andare a parole di malcelato disprezzo verso l'allenatore, difendendo "la società che li ha portati sul tetto del mondo", così come Billy Bremner aggrediva il povero Clough. E' la volgarità di un giornalismo sportivo che se ne frega della decenza e lancia il sondaggio su chi sarà il prossimo allenatore dell'Inter, dimostrando ancora una volta l'infimo livello della categoria, dimostrando ancora una volta che i giornalisti sportivi scrivono di pesca quando l'unico pesce che hanno visto nella loro vita è quello che gli viene servito al ristorante.
Da piccoli ci insegnano che nella vita l'importante è fare una cosa che ci piace, che ci dia voglia di alzarci la mattina per uscire di casa, ed invece quasi tutti noi siamo finiti risucchiati in un mercato del lavoro che ci disprezza e che noi disprezziamo, dove l'unica cosa che conta è portare a casa le penne, è difenderci dalla vita, dai predecessori e dalle aspettative, dalla volgarità e dalla mancanza di rispetto, dal vicino di scrivania la cui invidia aspetta solo il nostro tonfo, per poterlo indicare con il ditino puntato e la risatina macabra. Per fortuna, ci rimane il senso dell'umorismo, i soffitti alti delle nostre case signorili, le spalle larghe con cui scrollarci tutto questo schifo di dosso, un microfono da cui lanciare un ultimatum al presidente, la dignità. Per quanto mi riguarda, siamo tutti Rafa Benitez, come siamo stati tutti Brian Clough.