La Coppa Italia è inutile, la Coppa Italia è buona per far giocare le riserve.. Tante troppe volte ormai la Coppa nazionale è stata bistrattata e relegata ai margini. Stadi ancora più vuoti che in campionato orari delle partite improponibili solo per esigenza televisiva..
Allora provo a dire la mia, a lanciare la mia proposta di restyling.
Bene l'idea del turno unico, senza andata e ritorno, ma bisognerebbe portare oltre a questo tutte le partite in contemporanea, anche alla sera perchè no, al mercoledì come se fosse il turno infrasettimanale di campionato. Basta turni spezzatino con gare spalmate su due settimane. Si usino piuttosto le due settimane per giocare eventuali gare di ritorno se la prima partita termina in parità.
Allargare la base coinvolgendo d'obbligo tutti i club della lega pro e tutti i club retrocessi dalla Lega Pro o arrivati ai playoff del campionato di serie D, si coinvolgerebbero più squadre e si allargherebbe l'interesse. Allargare la base d'iscrizione anche ai club che hanno vinto la rispettiva coppa regionale di Eccellenza l'anno prima. Ci sarebbe il problema della preparazione, ma facciam partire la coppa anzichè ad agosto a settembre, a tornei iniziati, e il problema preparazione non si pone. Accogliere come ospite d'onore ogni anno il Vado, la formazione che per prima alzò il torneo, utilizzare una sorta di Codice Etico, escludendo quelle formazioni che l'anno prima hanno avuto penalità in campionato. Togliere infine il monopolio della coppa alla Rai. Le loro telecronache sono al limite della sonnolenza, la loro pianificazione per le dirette tv fa pena, mi domando quanti abbian seguito Chievo-Reggina alle tre del pomeriggio di un mercoledì lavorativo o un Parma-Catania ieri alle 17.30.
Un eventuale turno unico, serale, favorirebbe anche lo spettatore allo stadio, gelo invernale permettendo.
giovedì 13 dicembre 2012
lunedì 3 dicembre 2012
La crisi finanziaria spiegata ai bambini... tedeschi
Curioso ma chiaro articolo che prendo da Internet
HELGA è la proprietaria di un bar, di quelli dove si beve forte. Rendendosi conto che quasi tutti i suoi clienti sono disoccupati e che quindi dovranno ridurre le consumazioni e frequentazioni, escogita un geniale piano di marketing, consentendo loro di bere subito e pagare in seguito. Segna quindi le bevute su un libro che diventa il libro dei crediti (cioè dei debiti dei clienti).La formula “bevi ora, paga dopo” è un successone: la voce si sparge, gli affari aumentano e il bar di Helga diventa il più importante della città. Lei ogni tanto rialza i prezzi delle bevande e naturalmente nessuno protesta, visto che nessuno paga: è un rialzo virtuale. Così il volume delle vendite aumenta ancora. La banca di Helga, rassicurata dal giro d’affari, le aumenta il fido. In fondo, dicono i risk manager, il fido è garantito da tutti i crediti che il bar vanta verso i clienti: il collaterale a garanzia. Intanto l’Ufficio Investimenti & Alchimie Finanziarie della banca ha una pensata geniale. Prendono i crediti del bar di Helga e li usano come garanzia per emettere un’obbligazione nuova fiammante e collocarla sui mercati internazionali: gli Sbornia Bond. I bond ottengono subito un rating di AA+ come quello della banca che li emette, e gli investitori non si accorgono che i titoli sono di fatto garantiti da debiti di ubriaconi disoccupati. Così, dato che rendono bene, tutti li comprano. Conseguentemente il prezzo sale, quindi arrivano anche i gestori dei Fondi pensione a comprare, attirati dall’irresistibile combinazione di un bond con alto rating, che rende tanto e il cui prezzo sale sempre. E i portafogli, in giro per il mondo, si riempiono di Sbornia Bond. Un giorno però, alla banca di Helga arriva un nuovo direttore che, visto che in giro c’è aria di crisi, tanto per non rischiare le riduce il fido e le chiede di rientrare per la parte in eccesso al nuovo limite.
HELGA è la proprietaria di un bar, di quelli dove si beve forte. Rendendosi conto che quasi tutti i suoi clienti sono disoccupati e che quindi dovranno ridurre le consumazioni e frequentazioni, escogita un geniale piano di marketing, consentendo loro di bere subito e pagare in seguito. Segna quindi le bevute su un libro che diventa il libro dei crediti (cioè dei debiti dei clienti).La formula “bevi ora, paga dopo” è un successone: la voce si sparge, gli affari aumentano e il bar di Helga diventa il più importante della città. Lei ogni tanto rialza i prezzi delle bevande e naturalmente nessuno protesta, visto che nessuno paga: è un rialzo virtuale. Così il volume delle vendite aumenta ancora. La banca di Helga, rassicurata dal giro d’affari, le aumenta il fido. In fondo, dicono i risk manager, il fido è garantito da tutti i crediti che il bar vanta verso i clienti: il collaterale a garanzia. Intanto l’Ufficio Investimenti & Alchimie Finanziarie della banca ha una pensata geniale. Prendono i crediti del bar di Helga e li usano come garanzia per emettere un’obbligazione nuova fiammante e collocarla sui mercati internazionali: gli Sbornia Bond. I bond ottengono subito un rating di AA+ come quello della banca che li emette, e gli investitori non si accorgono che i titoli sono di fatto garantiti da debiti di ubriaconi disoccupati. Così, dato che rendono bene, tutti li comprano. Conseguentemente il prezzo sale, quindi arrivano anche i gestori dei Fondi pensione a comprare, attirati dall’irresistibile combinazione di un bond con alto rating, che rende tanto e il cui prezzo sale sempre. E i portafogli, in giro per il mondo, si riempiono di Sbornia Bond. Un giorno però, alla banca di Helga arriva un nuovo direttore che, visto che in giro c’è aria di crisi, tanto per non rischiare le riduce il fido e le chiede di rientrare per la parte in eccesso al nuovo limite.
A questo punto Helga, per trovare i soldi, comincia a chiedere ai clienti di pagare i loro debiti. Il che è ovviamente impossibile essendo loro dei disoccupati che si sono anche bevuti tutti i risparmi. Helga non è quindi in grado di ripagare il fido e la banca le taglia i fondi. Il bar fallisce e tutti gli impiegati si trovano per strada. Il prezzo degli Sbornia Bond crolla del 90%. La banca che li ha emessi entra in crisi di liquidità e congela immediatamente l’attività: niente più prestiti alle aziende. L’attività economica locale si paralizza. Intanto i fornitori di Helga, che in virtù del suo successo, le avevano fornito gli alcolici con grandi dilazioni di pagamento, si ritrovano ora pieni di crediti inesigibili visto che lei non può più pagare. Purtroppo avevano anche investito negli Sbornia Bond, sui quali ora perdono il 90%. Il fornitore di birra inizia prima a licenziare e poi fallisce. Il fornitore di vino viene invece acquisito da un’azienda concorrente che chiude subito lo stabilimento locale, manda a casa gli impiegati e delocalizza a 6.000 chilometri di distanza. Per fortuna la banca viene invece salvata da un mega prestito governativo senza richiesta di garanzie e a tasso zero. Il fornitore di vino viene invece acquisito da un’azienda concorrente che chiude subito lo stabilimento locale, manda a casa gli impiegati e delocalizza a 6.000 chilometri di distanza. Per fortuna la banca viene invece salvata da un mega prestito governativo senza richiesta di garanzie e a tasso zero.
Bene, ora potete dilettarvi ad applicare la dinamica degli Sbornia Bond alle cronache di questi giorni, giusto per aver chiaro chi è ubriaco e chi sobrio
lunedì 19 novembre 2012
Primarie
Spot e slogan di questo senso potrebbero anche spingermi a spendere due euro e votare.. ma i turni eliminatori non mi son mai interessati più di tanto, aspetterò con calma aprile
Se invece, quei pochi lettori che passano di qua, sono interessati alla questione qui ci sono un po di info su dove andare a votare nel weekend in zona
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mercoledì 7 novembre 2012
Lungo Naviglio d'autunno
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venerdì 5 ottobre 2012
Football lo sport più bello del mondo
Si mi piace il calcio, football, pelota, chiamatelo come volete ma mi piace.
Mi piace il sentimento che crea, l'unione tra i tifosi, il rito della partita, esultare o disperarsi per un gol, un impresa o una disfatta, le storie e i personaggi che ne hanno contribuito alla leggenda.
Mi piace il calcio inglese per l'unione e l'aggregazione senza limiti d'età che porta allo stadio, tutti i weekend, sole, neve o pioggia, coppa o campionato. Basta che si giochi.
Mi piace l'orgoglio di quelle squadre che rivendicano una propria storia, una propria tradizione anche a scapito di non vincere per anni..
E allora oltre al caro Milan che resterà sempre al centro delle sofferenze da tifoso, il cuore calcistico trova altri, piccoli, sfoghi. Li trova in Inghilterra, con il Qpr perchè anni fa, col club in piena crisi economica, mi colpì la scelta dei suoi tifosi di farlo vivere autofinanziando la campagna acquisti; li trova in Spagna con i baschi dell'Atletic Bilbao o con il Rayo Vallecano, quartiere popolare della capitale che riesce comunque a giocarsela contro i più forti rivali, cittadini e non; lo trova in Italia dove oltre al Milan, per cui vincere è normale, la cosa migliore è apprezzare il lavoro di provincia come fanno a Udine. La passione allo stadio Friuli è vera, coinvolgente e anche un piccolo club come l'Udinese ogni tanto regala emozioni come ieri sera ad Anfield. Magari non vincerà nulla ma il modello friulano è un vero tocca sana per il calcio italiano di oggi.
Anche se i reds non sono più lo squadrone di qualche anno fa, le imprese in quello stadio si contano in una mano. Ci riuscì il Genoa, replicò la Fiorentina di Prandelli, si è aggiunta di ieri l'Udinese di Guidolin e Di Natale.
venerdì 31 agosto 2012
L'Afghanistan riparte dal calcio
Dal Blog de Linkiesta
Spiragli di ritorno alla normalità in Afghanistan, devastato da oltre trent'anni di guerre. In anticipo sul ritiro delle truppe Nato, previsto per il 2013, il popolo afgano prova a ripartire dallo sport e dal calcio. Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/blogs/palla-al-centro/l-afghanistan-prova-ripartire-dando-un-calcio-al-passato#ixzz257DRqF00
Spiragli di ritorno alla normalità in Afghanistan, devastato da oltre trent'anni di guerre. In anticipo sul ritiro delle truppe Nato, previsto per il 2013, il popolo afgano prova a ripartire dallo sport e dal calcio. Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/blogs/palla-al-centro/l-afghanistan-prova-ripartire-dando-un-calcio-al-passato#ixzz257DRqF00
venerdì 6 luglio 2012
God save the throne (di spade)
Devo dirlo, da appassionato alla saga di Martin dopo l'ultimo libro mi sono stancato. Dopo 11 libri il ritmo è calato, ci son pagine di nulla senza mai arrivare alla conclusione. Mancheranno ancora 2 volumi (6 libri?) ma la saga ormai ha preso una via lenta e di declino. Poca azione, poco pathos, capitoli interi di trame e descrizioni con un immobilismo incredibile, personaggi secondari riesumati a titolo quasi riempitivo... dal portale delle tenebre all'ultimo libro uscito, i fuochi di Valyria, è un continuo andamento lento in cui sarebbero davvero bastati 2 massimo 3 libri per descrivere il tutto in maniera più avvincente.
Cosa cavolo aspetta Martins a chiudere la saga con il ritorno dei draghi? In tutto questo è, quasi, meglio la Rowling che almeno ha condensato le avventure di Potter in soli 7 volumi, con buona pace di trame e avvenimenti futuri di cui ormai, nei sette regni mi sono stufato.
Cosa cavolo aspetta Martins a chiudere la saga con il ritorno dei draghi? In tutto questo è, quasi, meglio la Rowling che almeno ha condensato le avventure di Potter in soli 7 volumi, con buona pace di trame e avvenimenti futuri di cui ormai, nei sette regni mi sono stufato.
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